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한국이탈리아어문학회 이탈리아어문학 이탈리아어문학 제30호
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153 - 176 (24page)

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E' unanime il giudizio dei critici italiani e coreani sull'importanza dell'Ermetismo nella storia della poesia italiana del Novecento. Ma non sono univoci i pareri degli studiosi coreani sulle cose: denominazione del movimento in coreano, chi fa parte detti ermetici ed alcuni concetti del movimento, ecc. Si è cercato qui di verificare le loro opinioni. L'Ermetismo, va ristretto all'esperienza abbastanza compatta di un nucleo di giovani poeti attivi in particolare a Firenze, all'incirca nei due decenni trenta-quaranta dopo esser sorto nel primo dopoguerra. Sino ad' ora l'Ermetismo è considerato in Corea come "un movimento della poesia 'pura'". Ma il significato della ‘poesia pura' non è uguale a quello di poesia pura, nella storia della letteratura coreana del Novecento, in antitesi con quella dell'impegno. Oltre a questo va inteso il significato di simbolo, ambiguità, oscurità, attesa, assenza. L'assenza, in particolare, significa la facoltà del poeta (e della poesia) di non farsi travolgere dalla meccanica delle cose: la poesia, presa nel loro stesso ingranaggio, si snaturerebbe. Precisandosi in un contesto politico, insistere sull'assenza implicava di certo anche la non-compromissione col fascismo. Dunque come abbiamo letto Contini e Segre già da più di quaranta anni nessuno mette Saba nel gruppo degli ermetici, ne' Montale. Oggi oltre a Carlo Bo, autore del manifesto del movimento "Letteratura come vita", Quasimodo, Gatto, Sinisgalli, Luzi, Bettochi sono considerati come i veri poeti ermetici.
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